Raffiche di vento fino a 240 chilometri all’ora, inondazioni e valanghe di fango. E un bilancio di quasi 400 morti. L’uragano Rai ha colpito a metà dicembre la parte centro meridionale delle Filippine, devastando quasi mezzo milione di case e lasciando più di mezzo milione di famiglie senza riparo. Il governo ha inoltre messo in guardia contro il rischio di malattie nelle zone colpite, legato alle precarie condizioni igienico sanitarie: finora almeno 140 persone si sono ammalate a causa di una sospetta contaminazione dell'acqua potabile.

Ogni anno, mediamente, una ventina di tifoni sferzano il Paese. Negli ultimi tempi il ritmo e l'intensità sono cresciuti esponenzialmente a causa del cambiamento climatico. La stagione tradizionale, inoltre, di norma tra luglio e ottobre, si sta allungando, come dimostra Rai, arrivato con due mesi di ritardo e considerato l'uragano più violento del 2021. Il più letale di sempre resta, tuttavia, Hayan che otto anni fa uccise oltre tremila persone. A fare le spese del tifone Rai anche la casa-famiglia dei padri Somaschi di Cebu, un'isola al centro delle Filippine.
La struttura, che ospita 35 bambini, è stata scoperchiata e distrutta come tante altre case della zona.
«Grazie a Dio, nessuno si è fatto male» scrive padre José Montaña. Ma non possiamo lasciare senza un tetto questi ragazzi. I missionari chiedono un aiuto per la casa-famiglia e continuare la loro opera di protezione, educazione e cura dei più fragili e bisognosi di aiuto. Non lasciamo che il vento spazzi via, insieme al tetto, anche la speranza.

In questa missione è anche attivo un sostegno a distanza. È possibile aiutare questa missione anche avviando un gemellaggio, impegnandosi a seguire un piccolo durante il periodo della scuola.