Missionari profeti dell'epoca nuova
Secondo l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr), in tutto il mondo una persona ogni 122 è un rifugiato, uno sfollato interno o un richiedente asilo. Se i 59,5 milioni di migranti forzati nel mondo componessero una nazione, sarebbe la ventiquattresima del globo per numero di abitanti. Certo, una nazione senza terra propria. Da cattolici però questo fenomeno non ci deve spaventare, perché la Terra è di Dio e nessuno è proprietario dei beni di cui temporaneamente può disporre. Noi di Cuore Amico lavoriamo perché tutti possano godere dei frutti della propria terra senza emigrare. Lo facciamo per fedeltà al comando di Cristo: «Andate in tutto il mondo e portate il mio Vangelo». E Vangelo ha voluto e vuole anche dire costruire scuole, chiese, ospedali; stringere legami di fraternità senza distinzioni di razza, lingua, religione; farci carico degli ultimi, lebbrosi, disabili, anziani soli. I missionari sono stati e continuano a essere i profeti dell’epoca nuova e noi continuiamo a sostenere il loro lavoro, perché possano diminuire coloro che sono costretti a emigrare. Siamo certi che i nostri benefattori sono stati i primi e i più generosi nell'accogliere e aiutare gli immigrati arrivati in case vicine alle loro. Chi ama su mandato di Cristo non cessa mai di amare e di fronte agli affamati, agli assetati, agli ignudi, ai forestieri non chiude né il cuore né le mani. «Respingere i profughi è peccato», ha detto papa Francesco. Noi di questo peccato non vogliamo macchiarci.
Don Angelo Chiappa







