Rinfrancate i vostri cuori

«Il mio desiderio è che Dio mi porti presto con sé. Non sopporto tanta sofferenza. Mi dispiace darvi questa brutta notizia. Un abbraccio dal fondo del mio cuore. Sempre in comunione». Così scrive fratel Luis, anima bellissima dedita totalmente al bene, dal Brasile. La ragione del dolore è convincente (tumore al pancreas), ma ciò che rende più amara la sofferenza è la mancanza di soldi per farsi ricoverare. Così è per tanti sacerdoti e per tante suore delle chiese locali nei Paesi di missione che vivono analoghe situazioni (noi italiani spesso dimentichiamo che in gran parte del mondo per accedere alle cure in ospedale è necessario pagare, altrimenti non si varca la soglia).
E poi ci sono le vittime di atroci barbarie, le vittime innocenti di guerre, i milioni di profughi. «Siamo saturi di notizie e immagini sconvolgenti che ci narrano la sofferenza umana e sentiamo nel medesimo tempo tutta la nostra incapacità a intervenire. Che cosa fare per non lasciarci assorbire da questa spirale di spavento e di impotenza?». Papa Francesco ci invita a pregare per «avere il dono delle lacrime» e per non cadere vittime della «globalizzazione dell’indifferenza». Per noi è Parola di Dio che «se un membro soffre, tutte le membra soffrono».
Per prepararci alla Resurrezione di Gesù la Chiesa ci propone infine di vivere le giornate di giovedì e venerdì santo con spiritualità intensa, restando «in preghiera, astinenza e digiuno». Ormai è chiaro a tutti che digiuno non significa non cibarsi di carne, non mangiare dolci o non fumare.
Significa invece sottoporsi a «privazioni» che servono per accumulare un piccolo tesoro in denaro da destinare ai bisognosi; secondo Isaia, «questo è il digiuno gradito a Dio».
Cuore Amico, ovviamente, vi invita a destinare il vostro tesoretto ai missionari e alle missioni.

Buona Pasqua in Cristo, carissimi benefattori!