È il Signore la mia speranza
«Abbiamo ricevuto il finanziamento di Cuore Amico per il nostro progetto».
Sarebbe bello ricevere lettere sempre così. Ma purtroppo, a fronte di alcuni che ricevono quanto richiesto, altri restano in attesa, perché ancora non abbiamo la possibilità di aiutarli.
E poiché fine anno è un periodo di bilanci, in questo numero della rivista c’è una pagina (la 14) che elenca i progetti non completati a causa della mancanza di finanziamento.
È giusto che, di tanto in tanto, anche i nostri sostenitori abbiano il polso della situazione e sappiano che non tutti i progetti pubblicati trovano purtroppo il sostegno sufficiente a farli decollare.
Un rimprovero? No, ma una perenne apertura alla speranza.
Stiamo vivendo l’Avvento che ci porta al Natale. Per la liturgia è un tempo di speranza. «Vieni Signore di giustizia e di pace!», «Vieni Signore a salvarci!», «Sei Tu, Signore, la via della vita». Così pregheranno con noi «coloro che appartengono di diritto al Regno di Cristo»: i poveri, i miseri, i senza lavoro, i senza prospettive di vita, i castigati dall’ingiustizia economica dei Paesi “sviluppati”, ancora oggi, come ricorda papa Francesco, capaci di rinnovare forme di schiavitù, di sfruttamento delle persone, di ingiusta appropriazione delle materie prime dei Paesi poveri.
Per noi la voce dell’annunciatore del Messia: «Preparate le vie del Signore, raddrizzate i suoi sentieri. Ogni uomo vedrà la Salvezza del nostro Dio», che opera attraverso coloro che, amando Dio, non possono non amare i fratelli.
Per il giorno di Natale, benefattori carissimi, vi invito a chiudere gli occhi, a immaginare un mappamondo illuminato da una varietà immensa di luci; piccole e grandi, vicine e lontane, accese in tutti i continenti: sono i bagliori dei presepi che ovunque annunciano che Lui è venuto a salvarci. Quante di quelle luci saranno accese anche per la generosità di tanti di noi? E allora capiremo che «non c’è spazio per la tristezza, nel giorno in cui nasce la Vita». Così sia per tutti.







