Nessun eroismo, solo il proprio dovere di don Angelo

«Le nostre missioni hanno questo scopo: individuare i bisogni materiali e immateriali delle persone e cercare di soddisfarli come possiamo… Missionari in cerca di incontrare, ascoltare, dialogare, aiutare, diffondere fede e amore.
Soprattutto amore. Non è proselitismo, è amore; è agape, l’amore per gli altri, come il nostro Signore l’ha predicato». Così Papa Francesco in una recente conversazione. Nei benefattori di Cuore Amico, dai tempi del fondatore don Mario Pasini fino a oggi, vibra ciò che il Papa sogna per la Chiesa: attraverso le offerte di tanti, siamo una porzione di quella Chiesa povera, «che si prende cura degli altri, riceve e utilizza per sostenere gli altri».
Per la foto dei cadaveri coperti da un lenzuolo e sbattuti su una delle nostre spiagge, credo che siamo stati in molti a emozionarci: erano partiti dal giogo di guerre, dittature, miseria, per cercare uno spazio di vita migliore.
Il carabiniere che per primo li ha soccorsi così racconta: «C’erano bambini di due – tre anni che avevano bevuto acqua, in braccio alle loro mamme. Il mare non era tanto calmo ed erano in molti a gridare: non sapevano nuotare.
Abbiamo fatto tanti sforzi per salvare più gente possibile.
Purtroppo per quelle persone non c’è stato nulla da fare. Ma credo di aver fatto solo il mio dovere ». Nessun eroismo, ma solo il proprio dovere come fanno da sempre i benefattori di Cuore Amico, che operano per chi ha bisogno senza distinzioni di alcun genere. I tanti che sbarcano sulle nostre coste fanno anch’essi il loro dovere per garantire a sé, alle loro donne e ai loro bambini una vita migliore.
L’aiuto che noi diamo loro attraverso i missionari è uno strumento indispensabile perché possano vivere nella terra che li ha generati: da qui il nostro impegno a rendere “globale” il servizio che sgorga dalla Parola di Dio, realizzando chiese, scuole, strutture sanitarie, e a instillare in loro non solo la capacità di saper “vivere meglio”, ma anche l’orgoglio di vivere la loro terra come “rigogliosa terra promessa”.
In novembre si ricordano i santi e i morti.
Chissà quanti dei nostri benefattori appartengono già a queste schiere; dei primi siamo orgogliosi, per i secondi preghiamo. Cuore Amico è impegnato anche in questo: chiediamo aiuto e protezione ai primi, mentre ogni giorno rendiamo i secondi partecipi dell’Eucarestia celebrata in un santuario mariano. Così, vogliamo che tutti i benefattori, vivi e defunti, possano continuare a vivere in un “mare di Grazia”.