Ottobre missionario
Rallegrarsi, alzarsi, perseverare.
È intorno a queste tre parole che si coagula la storia dei missionari: quelli celebrati come santi nella Chiesa e quelli che sono ad gentes.
Rallegriamoci con loro: Dio e la Chiesa li hanno scelti e ritenuti degni «per andare ad annunciare ad altri fratelli che il Regno di Dio è in mezzo a noi». «In molte regioni scarseggiano le vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata», lamenta papa Francesco nel messaggio per l’88esima Giornata mondiale missionaria, che si celebra il 19 ottobre, «e spesso questo è dovuto all’assenza nelle comunità di entusiasmo e di fervore missionario». Noi di Cuore Amico vogliamo essere espressione di «fervore apostolico coraggioso», anche sollecitando sempre più persone a essere generose con i missionari.
Alziamoci come loro, perché, scrive ancora il Papa, «oggi c’è ancora moltissima gente che non conosce Gesù Cristo. Rimane perciò di grande urgenza la missione ad gentes, in quanto la Chiesa è per sua natura missionaria». Per questo anche noi di Cuore Amico restiamo alzati, aiutando in preghiera e opere i missionari.
Perseveriamo come loro, perché sappiamo quante difficoltà devono superare.
Noi di Cuore Amico soffriamo quando non possiamo soddisfare le loro richieste.
E allora si intensifica il nostro impegno cercando di utilizzare tutti i mezzi di comunicazione di cui oggi si può disporre.
Maria, conclude il Papa, è la «donna che all’invito dell’Angelo si è rallegrata; poi si è alzata e in tutta la vita ha perseverato nella fedeltà alla sua missione». A lei rivolgiamo la nostra preghiera, «perché la Chiesa diventi una casa per molti, una madre per tutti i popoli e renda possibile la nascita di un nuovo mondo». A questo Cuore Amico vuole contribuire.