Ricostruire cuori e mura di don Angelo

«La guerra è pazzia. È il suicidio dell'umanità. È un atto di fede nei soldi, che per i potenti della terra sono più importanti delle persone». Perché «dietro una guerra sempre ci sono i peccati: c'è il peccato dell'idolatria, c'è il peccato di sfruttare gli uomini, di sacrificarli all'altare del potere».
Non usa mezzi termini Papa Francesco: con determinazione denuncia la follia dei conflitti che insanguinano l'umanità.
Questa voce “forte” invita tutti noi di Cuore Amico a essere là, in piazza San Pietro, per ascoltare e pregare. Spiritualmente è possibile farlo ovunque.
Sappiamo, grazie alla condivisione con tanti missionari, dei danni provocati dalle guerre e di quanto bisogna fare per ripartire. Perché la guerra è tornare indietro, perché si distrugge ciò che prima, a fatica, s’era costruito. Non solo edifici, ma cuori, legami, cultura e organizzazione religiosa. Riconciliare i cuori è più impegnativo del ricostruire mura, anche se le mura ricostruite sono un messaggio per la ricostruzione dei cuori: una scuola che rinasce aiuta a stare di nuovo insieme; un presidio sanitario torna a esaltare il valore della vita; una cappella è un mezzo di comunione.
Non a caso, la direzione di Cuore Amico ha deciso di continuare a investire quanto ci è donato proprio su questi luoghi primari di “ricostruzione dei cuori”. La nostra vocazione missionaria si esprime come “fiancheggiamento” di coloro che sono in prima linea. Trovarci ogni martedì a decidere “cosa dare e a chi” ci crea sempre ansia, perché non conosciamo a priori di quanto disponiamo. Ma comunque decidiamo, perché siamo certi che ciò che manca arriverà. «C’è la Provvidenza», scriveva il Manzoni. E siete voi, cari benefattori.