Studiare, un diritto di tutti di don Angelo
Nel mondo 168 milioni di bambini non possono andare a scuola, perché le scuole non ci sono. Proprio per sopperire a questa mancanza, noi di Cuore Amico abbiamo sempre cercato di aiutare i missionari che si cimentano nell’impresa di realizzare edifici scolastici.
E siamo orgogliosi di ricevere lettere come questa: «Caro presidente e sostenitori di Cuore Amico, i primi bambini che avete aiutato ora stanno frequentando la scuola superiore e studiano con profitto, desiderosi di diventare uomini e donne che contribuiranno a rendere il Kenya un paese di accoglienza e di pace».
Del resto le richieste non cessano mai: «Vi chiedo di darmi ancora una mano.
Sono necessari altri 5 mila euro per completare i lavori di costruzione della scuola». Nel frattempo, in questi giorni, i nostri ragazzi e bambini stanno conducendo i genitori di negozio in negozio per avere «lo zainetto così» o i «quaderni con quelle copertine». Spesso i genitori accondiscendono e pagano. Ma perché, anziché aprire subito il portafogli, non provare a dire loro che altrove i bambini fanno ore a piedi per raggiungere la scuola?
Che molte scuole altro non sono che capannoni di lamiere e frasche? Che in molti posti la mensa è solo una ciotola di tè con semi scottati? Così si potrà invitarli a spendere un po’ meno, offrendo quanto risparmiato ai bambini bisognosi.
Nella dichiarazione Gravissimum Educationis il Concilio Vaticano II ha dichiarato: «Tra tutti gli strumenti educativi un'importanza particolare riveste la scuola: matura le facoltà intellettuali; sviluppa la capacità di giudizio; mette a contatto del patrimonio culturale delle passate generazioni; promuove il senso dei valori; prepara alla vita professionale; genera un rapporto di amicizia tra alunni di carattere e condizione sociale diversa, disponendo e favorendo la comprensione reciproca.
È dunque meravigliosa e davvero importante la vocazione di quanti, collaborando con i genitori e facendo le veci della comunità umana, si assumono il compito di educare nelle scuole».
E anche di quelli che aiutano il sorgere di scuole dove ancora non ci sono.