Fornire acqua potabile alla gente attraverso la realizzazione di un pozzo è ciò che chiede padre Etienne Luamba Butsila, della congregazione del Cuore Immacolato di Maria (Missionari di Scheut), a Gadji.
Siamo in un’area del Camerun orientale dove la crescente desertificazione in altre zone del Paese porta all’aumento della popolazione e rende l’accesso all’acqua potabile particolarmente difficile.
A chi si stabilisce qui non resta che rifornirsi in fiumi o laghetti distanti dalle proprie abitazioni, correndo il pericolo di annegare.
Sono inoltre acque inquinate, perché questa zona è stata presa d’assalto da compagnie straniere che estraggono minerali dai corsi d’acqua in cui la popolazione beve e si bagna, e c’è una forte esposizione alle sostanze chimiche utilizzate per l’estrazione: «Stiamo già assistendo a frequenti casi di cancro e altre infezioni intestinali» afferma padre Etienne. «Le acque, infatti, rimangono torbide tutto l'anno».
In questo contesto realizzare un pozzo con pompa manuale è una risposta concreta ai bisogni della gente, a partire dai bambini che hanno costantemente mal di pancia a causa dell'acqua sporca che bevono:
«Fornendo acqua potabile a questa comunità, aiuteremo a migliorare le condizioni di vita delle persone».






