Le braccia sono essenziali per dissodare la terra e per farla germogliare. Ma non bastano. L’elemento fondamentale perché il seme attecchisca e generi vita è l’acqua. Se ne era accorto presto il missionario Marista padre Luigi Savoldelli dopo aver attivato, alla periferia di Yaoundé, un progetto agricolo-educativo, chiamato non a caso “Laudato si’”, per aiutare un gruppo di giovani e famiglie povere della zona a imparare a lavorare la terra e ad allevare animali.
Un’iniziativa incredibile, realizzata ai margini della foresta, in terreni paludosi bonificati con la forza delle braccia e con tanto sacrificio. Ma che ha portato a piantare migliaia di piante di cacao, di banane e di altri alberi da frutto e ad avviare allevamenti di polli, di maiali e anche di pesci.
Per questo si era rivolto a Cuore Amico per scavare un pozzo, anche perché alle prime attività agricole se ne sono aggiunte di nuove.
Ora si sta sviluppando un progetto gemello a circa un chilometro e mezzo dalle altre terre, con un consistente investimento per la messa a dimora di circa 300 piante da frutto, che richiedono molta acqua da approvvigionare e canalizzare.
«Vorremmo realizzare un altro pozzo, una torre dell'acqua, una cisterna e un sistema d’irrigazione» spiega padre Luigi. «Questo intervento, oltre a fornire il necessario quantitativo di acqua per le piante da frutto, permetterebbe di seminare nuovi ortaggi, mais e soia per garantire prodotti alimentari ai lavoratori della piantagione, alle loro famiglie e per gli allevamenti».
La speranza è già fiorita a Nkoloman. Non resta che alimentarla con le nostre mani e il nostro cuore.






