Nella Repubblica Democratica del Congo gran parte della popolazione è ancora analfabeta e solo pochi bambini possono avere accesso all’istruzione. Nel villaggio di Kipande, per accogliere gli studenti della scuola primaria la diocesi di Kikwit è riuscita a realizzare, con molti sforzi, tre classi in muratura prive degli arredi.
L'istituto ospita oggi circa 370 alunni suddivisi in sei classi. Chi non è riuscito a entrare nelle nuove aule si trova, pigiato con altri studenti, in quelle preesistenti che sono in realtà capanne con tetto in paglia e canne di bambù. È facile immaginare che siano fatiscenti e inadatte a ospitare insegnanti e studenti.

Basti pensare che quando piove o il caldo è torrido, agli alunni viene chiesto di restare a casa perché nella capanna piove o si soffoca.
Visto poi che non c'è spazio per tutti, alcuni bambini sono costretti ad andare a studiare in una scuola che si trova a 20 chilometri di distanza e, dovendo recarvisi a piedi ogni giorno, la frequenza non è continua o, addirittura, si interrompe perché andare e tornare a piedi ogni giorno è troppo faticoso.
Affinché almeno la metà degli studenti possa studiare nel nuovo edificio, bisogna però acquistare l'arredamento per le classi: banchi con panche, armadi e lavagne, così da consentire il pieno accesso all'istruzione e fermare il dilagante abbandono scolastico. Perché, come ricorda Papa Francesco, bisogna offrire «un atto di speranza per contribuire al rinnovamento della società».