Era il 1998 quando nel villaggio di Penipe, minuscolo cantone dell’Ecuador centrale, le Suore Francescane della Carità iniziarono a gestire la Casa de la Caridad, un piccolo luogo dedicato alla cura e all’assistenza di persone con disabilità, abbandonate dalle loro famiglie.
A distanza di anni questa struttura è via via cresciuta e attualmente continua ad accogliere, a tempo pieno, sempre più ospiti.
«È in loro, infatti, che si può scorgere nitidamente il volto di Cristo incarnato nei poveri», spiega madre Maria del Socorro López Haro.
Oggi la Casa offre ospitalità a circa 55 persone: bambini con disabilità fisica e intellettiva, orfani e abbandonati, malati e anziani soli.
Di loro, 18 si servono di sedia a rotelle per l’ordinaria mobilità, ma solo sei di essi riescono a utilizzare anche le mani.
«Da sempre puntiamo a far raggiungere a ognuno il miglior grado di autonomia.
Ciò significa poter avere una sedia a rotelle elettrica per questi sei bambini affinché possano svolgere, in completa indipendenza, almeno le attività più semplici come raggiungere da soli le aree comuni della nostra casa (sala da pranzo, bagno, aule e camere da letto).
Senza la necessità dell’aiuto altrui, potranno sentirsi più autonomi e respirare quella libertà tanto preziosa per la loro vita».








