Nello scorso giugno papa Leone XIV ha annunciato le figure dei nuovi santi che sarebbero stati canonizzati nel mese di ottobre.
Tra loro spicca la religiosa salesiana suor Maria Troncatti “madre, missionaria, artigiana di Pace e Riconciliazione”. Una vita spesa in Ecuador, a Macas e Sucúa, per la salute fisica e spirituale degli indigeni.
Originaria di Corteno Golgi, dove è nata nel 1883, suor Maria è passata dai pascoli dell’Aprica, in provincia di Brescia, alla selva dell’Amazzonia ecuadoriana nel vicariato apostolico di Méndez, dove ha vissuto per 46 anni a partire dal 1922.
Oggi questo territorio è popolato da diverse comunità delle Figlie di Maria Ausiliatrice, ma quando suor Maria vi si recò era una delle prime missionarie.

Con la sparuta comunità religiosa dormiva in una capanna di pali e assi di legno, ma a lei non importava perché lavorava “per la salvezza delle anime”.
Fu dal suo arrivo che si aprì il dialogo con il fiero e combattivo popolo Shuar che, fino ad allora, non aveva mai voluto interfacciarsi con “i bianchi e i meticci ”.

«È arrivata una donna bianca più stregona di tutti gli stregoni: passo libero per sempre a lei e a quanti sono con lei ».

Da questo messaggio che si era propagato all’interno della foresta, trasmesso con i tamburi dal capo di un villaggio perché suor Maria aveva guarito la figlia togliendole una pallottola di fucile dal petto, si intuisce l’enorme portata del suo operato.

Dal suo esempio di vita e dall’instancabile lavoro di cura e di preghiera, pian piano nascono i frutti:

  • alla piccola scuola della missione cominciano a frequentare anche i piccoli Shuar ;
  • i malati vengono curati in un ambulatorio improvvisato;
  • si accolgono in comunità bambini disabili, illegittimi, orfani;
  • cominciano i viaggi in canoa lungo il fiume Upano per soccorrere gli indigeni nella foresta;
  • si formano infermiere e catechisti;
  • negli anni ’50 si realizza l’ospedale Pio XII.

E lei è sempre pronta a muoversi con la valigetta del pronto soccorso in una mano e la corona del Rosario nell’altra.
La storia di suor Maria è una storia missionaria avventurosa e avvincente, come spesso avviene in terra di missione. È una storia che va raccontata perché capace di aprire il cuore, scuotere gli animi e rianimarli con la fiamma della fede.
Se è vero che abbiamo bisogno di testimoni per credere, suor Maria Troncatti con il suo esempio ci mostra di cosa sia capace l’animo umano quando si affida totalmente a Dio.