Durante l'estate scorsa ci è venuto a trovare don Filippo Perin per ringraziare i nostri benefattori per gli asili e i pozzi realizzati nella sua missione di Gambella in Etiopia.
Ecco il suo resoconto:
«Nel mese di dicembre 2020, abbiamo concluso un contratto con la ditta del governo di Gambella, per scavare tre pozzi, uno nel villaggio di Aboro, uno nel villaggio di Gok e uno nel villaggio di MandeyLuak. Sono ormai molti anni che ci rivolgiamo sempre a quella ditta per la sicurezza e la fiducia nel lavoro che fanno.
Nel mese di febbraio 2021, dopo aver comprato tutto il materiale necessario, hanno iniziato a scavare il primo pozzo a Gok, poi si sono spostati a Lare, nel mese di aprile a Aboro e poi nel villaggio di Mandey Luak. Qui lo scavo con la macchina ha avuto qualche difficoltà quando hanno incontrato delle pietre a circa 25 m., con qualche accorgimento sono riusciti a superare il problema e hanno raggiunto i 50 m. di scavo, trovando l'acqua.
Dopo qualche tempo è arrivato il secondo team, che ha costruito le piattaforme in cemento attorno e ha inserito le pompe e i tubi per avere l'acqua in superficie. Tutto è andato bene per la gioia degli abitanti dei villaggi e anche la nostra.
Un sentito ringraziamento da parte nostra e delle comunità per il preziosissimo dono dei nuovi pozzi a mano e per l'acqua potabile oggi a disposizione dei villaggi. Grazie al generoso contributo dell'Associazione Cuore Amico Fraternità Onlus, finalmente la gente e soprattutto i bambini hanno la possibilità di avere dell'acqua potabile con questi bellissimi nuovi pozzi. Grazie di cuore. Don Filippo Perin»
Acqua per i villaggi e pastorale per le famiglie
Pubblicato a giugno 2020 | Idp 104753
Don Filippo Perin ci ha chiesto di finanziare la costruzione di un pozzo per garantire l'acqua a tre villaggi nel vicariato apostolico di Gambella.
Mons. Angelo Moreschi, missionario salesiano divenuto vicario apostolico di Gambella, nel sud-ovest dell'Etiopia, e morto a Brescia, dopo lunga malattia a 68 anni il 25 marzo 2020. A Gambella è rimasto un suo confratello, don Filippo Perin, parroco a Lare, una zona alla frontiera col Sudan del Sud, segnata dalla faida tra i clan Nuer e Anyuak nonché dagli sconfinamenti dei Murle, una tribù di predoni sud sudanesi.
Don Filippo così descrive l'estrema povertà della popolazione locale: «Si entra nella capanna attraverso una porta stretta e bassa e all'interno si sta solo seduti. Un materasso o solo delle stuoie per dormire, nessun cuscino, niente luce elettrica, per armadio dei fili tirati da una parte all'altra – tanto i vestiti sono pochissimi – un tavolino dove ci sono delle pentole, qualche tazza, solo cucchiai per posate, qualche centrino colorato sulle pareti basse e, da un metro in su, è tutta paglia. Fuori, due sassi dove si cucina e due contenitori di plastica per prendere l'acqua».
Don Filippo ci coinvolge perché i suoi parrocchiani hanno bisogno di medicine, di materassi, specialmente per gli anziani, e soprattutto di acqua potabile.
Perciò don Filippo vorrebbe costruire un pozzo a mano che possa servire tre villaggi vicini. Per farlo chiede l'aiuto dei benefattori italiani.








