«L'educazione è cosa del cuore: tutto il lavoro parte da qui. Che i giovani non solo siano amati, ma che essi stessi conoscano di essere amati».
Fu San Giovanni Bosco a pronunciare queste parole mentre, con l’entusiasmo che lo contraddistingueva, si prendeva cura dei più piccoli e più bisognosi. Oggi, allo stesso modo, il suo carisma continua nelle opere dei padri salesiani, impegnati da sempre nel campo dell’educazione e della formazione dei giovani.
Siamo a Zway, nell’Etiopia Centrale, sulle sponde dell’omonimo lago. In questa zona, dove la povertà colpisce ancora la maggioranza della popolazione, la malnutrizione è un male diffuso e sono pochi i bambini che possono permettersi un’istruzione.
Si stima che in tutto il Paese siano oltre 3,5 milioni quelli che non hanno accesso alla scuola.

«Per cercare di non lasciare indietro nessuno e poter offrire un’educazione di base a più bambini, negli scorsi anni abbiamo allargato la nostra scuola, sia le elementari che le medie, del villaggio di Dida» ci racconta don Dino Viviani, missionario salesiano.
«Per noi, accogliere un numero sempre maggiore di studenti significa offrire una possibilità di speranza al futuro di questo territorio, in una zona dove dobbiamo occuparci quotidianamente di recuperare tanti bambini di strada e dove la popolazione si trova a dover sopravvivere ai conflitti tribali che rendono tesa la situazione socio-economica generale».

L’esigenza avvertita dalla comunità, ora, è quella di avere nuove stanze da destinare a scuola materna, per poter accogliere anche i bambini più piccoli.
«Con questa nuova struttura, potremo iniziare a offrire un’istruzione fin dall’infanzia. In questo modo, permetteremo ai genitori di occuparsi in tutta tranquillità del proprio lavoro, garantendo loro la sicurezza che qualcuno si sta prendendo cura della crescita dei loro figli».
Si tratta di un progetto che parte da zero: per la realizzazione di questi nuovi spazi servono i fondi per scavare e gettare le fondamenta, innalzare i muri, realizzare il tetto, mettere in posa l’impianto elettrico, ma anche per acquistare infissi, arredi, banchi, sedie e i giochi.
«Il nostro sogno è quello di salvare più vite possibili e rendere questo nuovo luogo un Centro che migliori le condizioni di vita dell’intera comunità».
Questa nuova struttura, infatti, sarà polifunzionale: «Proprio nelle nuove stanze vorremmo realizzare anche corsi di formazione sull’agricoltura per la popolazione locale, così da rendere le persone in grado di promuovere, per loro stessi e per tutto il villaggio, una produzione alimentare sostenibile».