La guerra lascia anche ferite che non si vedono. Don Dino Viviani, salesiano ad Adigrat, nel cuore del Tigray etiope, racconta la sofferenza di un’intera generazione di bambini e ragazzi cresciuti tra violenza, paura e sfollamento.

Molti hanno perso la casa, la scuola e persone care. Quasi tutti hanno smesso di sentirsi al sicuro. Eppure, nel centro giovanile dei Salesiani, la serenità trova ancora spazio.

«Quando un ragazzo torna a giocare, a cantare o a sorridere, significa che qualcosa dentro di lui sta ricominciando a vivere».

bambini poveri in Etiopia

Qui lo sport e la musica non sono semplici attività ricreative, ma strumenti di cura. Una partita di calcio, una chitarra o un coro diventano occasioni per ricostruire fiducia, relazioni e autostima.

Per questo ogni giorno centinaia di giovani varcano il cancello del centro per studiare, leggere e incontrarsi.

Accanto a queste attività, personale qualificato li accompagna in percorsi di recupero dal trauma e di educazione alla pace, necessari per ricominciare a vivere. Dice don Dino:

«Non possiamo cancellare ciò che hanno vissuto, ma possiamo aiutarli a guardare avanti».

In una terra dove la guerra continua a lasciare profonde cicatrici, aiutiamo don Dino a restituire ai bambini la possibilità di fare ciò che dovrebbe essere normale: correre, giocare, sognare e tornare a credere nel futuro.

Possiamo donare: merenda (3 €); pallone da calcio (100 €); reti per le porte (75 €); pallone da pallavolo (28 €); tamburo tradizionale (20 €)