Krishnagar, India. Siamo nel West Bengala, a circa 100 km da Calcutta, una delle città più popolose del pianeta.
In questa diocesi, dove Cuore Amico ha già sostenuto la realizzazione di pozzi, l’inquinamento da arsenico delle falde continua a rendere problematico l’approvvigionamento di acqua potabile in tutto il territorio. Ce lo spiega Mons. Nirmol Vincent Gomes, vescovo della Diocesi:

«Nella nostra area, che si estende per circa 10mila kmq, vivono moltissimi profughi provenienti dal Bangladesh in cerca di rifugio. La zona è molto povera e le persone, in particolar modo i bambini, devono fare i conti con infezioni intestinali, diarrea e malattie respiratorie causate dall’utilizzo di acqua contaminata».

Oltre a questa problematica, la popolazione deve quotidianamente fare i conti con altre difficoltà:

«L’indigenza è dilagante e molti bambini non riescono nemmeno ad accedere all’istruzione, a causa del sistema delle caste.
Inoltre sono ancora molti i cattolici, laici e consacrati, che vengono perseguitati, incarcerati e purtroppo uccisi
».

In una situazione così complessa, il desiderio è quello di riuscire a costruire nei villaggi di Chapra e Dompukur due nuovi pozzi.
Entrambi dotati di filtri di potabilizzazione, riusciranno a ridurre il rischio di patologie legate all’inquinamento delle acque: «Ognuna di queste due nuove sorgenti sarà un dono immenso».