Cari benefattori di Cuore Amico, grazie per il vostro generoso contributo che ha permesso l'acquisto di un pulmino per i bambini ammalati seguiti dai Frati Minori Conventuali ad Angamaly, in India.
La vostra solidarietà ha reso possibile garantire loro la continuità scolastica e un futuro migliore, nonostante le difficoltà legate alla salute.
Il vostro gesto ha un impatto profondo sulle loro vite, offrendo speranza e dignità.
Grazie per aver fatto la differenza!

Le fotografie del nuovo pulmino






Affrontare il futuro con mezzi idonei
Pubblicato a ottobre 2023 | Idp 105840

I Frati Minori Conventuali sono presenti in India in molti Stati, compreso il Kerala. Ad Angamaly seguono persone ammalate di Hiv/Aids, tra cui molti bambini.

In India, se si nasce con una malattia grave o la si contrae si può andare incontro facilmente allo stigma sociale: emarginazione e abbandono sono le conseguenze immediate. Questo vale soprattutto per i malati di lebbra e Hiv/Aids. I Frati Francescani, in ossequio al loro carisma, nel Centro Assisi Snehalaya, Home of Love, accolgono persone che, per aver contratto la malattia, sono stati emarginati dalla famiglia e dalla società. Ma qui ognuno ha pari dignità e conforto, indipendentemente dalla casta e dal credo religioso.
I Padri si prendono in carico chi non ha mezzi per curarsi cercando di preservare la qualità complessiva della vita, compreso sostegno e cure compassionevoli per chi è nella fase terminale della malattia.
Per i bambini, in particolare, c'è bisogno di dare un'alimentazione adeguata, medicine e fornire un'istruzione che consenta loro di vivere il futuro in modo più degno.
Tutti i minori che possono studiare vanno nelle scuole dei dintorni ma, a causa delle loro condizioni di salute, hanno bisogno di un mezzo di trasporto per andare e tornare da scuola.
Il pulmino a disposizione del Centro si è però guastato, ed è nata l'esigenza di comprarne uno nuovo. I Frati hanno già una parte della somma, ma chiedono a Cuore Amico di aiutarli per questa necessità che vuole tutelare la salute dei piccoli malati ed evitarne l'ulteriore isolamento sociale.