Kenya, 5 giugno 2026
Grazie ai benefattori di Cuore Amico!
La vostra donazione di 5mila euro ha permesso l’acquisto di 10 serbatoi per la missione carmelitana di Kajiado.
Alcuni serbatoi sono stati installati nel villaggio di Kamukuru garantendo acqua a 200 famiglie.
Qui abbiamo anche avviato gli orti in serra: un passo decisivo per la sicurezza alimentare delle donne locali contro la siccità.
Grazie per aver trasformato la speranza in realtà concreta e sostenibile per la nostra gente.
Missionari Carmelitani di Kajiado (Kenya)
Pubblicato a ottobre 2025
Il villaggio di Kamukuru, nel cuore della contea di Kajiado, è uno dei luoghi che ha dovuto affrontare gli effetti della siccità prolungata occorsa in Kenya tra il 2021 e il 2023.
Questa comunità dipende dall’agricoltura e dall’allevamento per il proprio sostentamento e, a causa dell’assoluta mancanza di pioggia, molte famiglie hanno perso l’intero bestiame che costituisce il principale mezzo di sussistenza.
Insicurezza alimentare e malnutrizione sono perciò aumentate a dismisura, colpendo soprattutto donne incinte e bambini.
Questo il punto di partenza dei missionari carmelitani presenti nell’area per cercare soluzioni che permettano alle donne del territorio, a cui tocca il compito di soddisfare i bisogni primari delle famiglie, di ripopolare il loro bestiame e riuscire a coltivare la terra in modo più organizzato.
Aiutandole a riunirsi in cooperative e formandole, i padri le hanno portate a creare fattorie che utilizzano metodi agricoli più moderni per produrre cibo per le loro famiglie e foraggio per il loro bestiame. Tra questi l’utilizzo delle serre e di sistemi di irrigazione “goccia a goccia”.
Per riuscire nella modernizzazione l’uso sapiente dell’acqua è fondamentale e, per questo, l’aiuto che viene chiesto a Cuore Amico è per acquistare e installare serbatoi di raccolta, costruire dighe per la conservazione e installare pompe solari.
Realizzare un tale sistema idrico permetterà di utilizzare quantità modeste di acqua, riuscendo a conservarla per la stagione secca.
In questo modo le 180 donne coinvolte nelle cooperative riusciranno ad adattarsi agli effetti del cambiamento climatico e potranno raggiungere maggiore libertà sociale ed economica, dato che subiscono gli effetti di pratiche culturali che minano i loro diritti come la mutilazione genitale femminile e matrimoni precoci e forzati per le più giovani.











