Il Madagascar potrebbe essere un paradiso. È ricco di risorse minerarie, paesaggistiche e agricole, e non ha mai conosciuto guerre civili interne. Eppure è tra i Paesi più poveri al mondo.
Le cause sono la corruzione, l’inefficienza e gli interessi stranieri, in particolare di multinazionali, che continuano a trarre enormi profitti dal sottosuolo malgascio.
Oro, cobalto, terre rare, pietre preziose, manodopera tessile a basso costo, aziende informatiche sono al centro di un intreccio di affari che non porta alcun beneficio alla gente comune.
Questo è il Madagascar, un Paese che recentemente ha subito un colpo di stato soft, per opera della generazione Z, che non si capisce ancora a che cosa porterà.
Cruciale, per una nazione che ha bisogno di crescere cittadini informati, il ruolo della scuola e della formazione.
A maggio 2025 sono iniziati i lavori di costruzione della scuola Saint Jean Baptiste della nuova missione di Ambatohirika Fianarantsoa delle Suore Missionarie di Maria del Buon Pastore del Madagascar, nella zona rurale di Andonaka.
Una struttura che oggi ha otto aule: tre per la materna e cinque per la primaria. Ogni aula potrà ospitare 50 dei quattrocento studenti della Saint Jean Baptiste di cui 150 mangiano alla mensa scolastica.
Per questo la superiora suor Claudine Rasoanjanahary chiede una mano per arredare le classi e un aiuto per rifornire per dieci mesi la mensa, in modo da poter nutrire tutti coloro che si fermano a pranzo.







