A Beira, importante porto mozambicano, ogni giorno arrivano navi cariche di merci. Insieme ai container sbarcano anche tanti giovani venuti dalle campagne a cercare lavoro, studio, una vita nuova. Spesso trovano solo mestieri precari e strade incerte.
«A volte mi fermo ad ascoltarli», racconta don Maurizio Bolzon, missionario fidei donum. «Mi dicono: “Padre, vogliamo solo una possibilità”. E nei loro occhi vedo soltanto un grande desiderio di futuro».
Da otto anni, tra Camerun e Mozambico, nel suo percorso incontra questi ragazzi sospesi tra speranza e fatica.

In una città segnata da migrazioni e ferite anche studiare diventa difficile. «Molti iniziano, pochi riescono a finire». E così il ciclo della povertà si stringe, senza lasciare respiro.
Eppure è possibile offrire spazi per crescere spiritualmente e nell’apprendimento. Avviene nel nuovo seminario appena aperto dall’arcidiocesi di Beira.
Non è solo un luogo per futuri sacerdoti, ma una casa che accoglie e apre orizzonti ai giovani. Alcuni sono già arrivati: «Entrano timidi», dice don Maurizio, «ma portano dentro una forza che può cambiare tutto».
In questo contesto garantire l’approvvigionamento idrico è indispensabile. Serve una torre d’accumulo dell’acqua con serbatoi, essenziale nella stagione secca che si prolunga fino a ottobre.
Un progetto vitale con un impatto diretto sull’avvenire delle nuove generazioni.
Un dono di Cuore: Per aiutare il seminario di Beira vorremmo realizzare una torre dell’acqua donando 10.000 €







