La Casa della Misericordia è nata a Maputo in Mozambico nel 2016 per assicurare un programma di riabilitazione, formazione e reinserimento a ex carcerati.
In Mozambico il consistente aumento della violenza e della piccola criminalità, spesso espedienti per la sopravvivenza, negli ultimi anni hanno determinato un costante sovraffollamento delle quattro carceri della capitale Maputo in cui i detenuti, circa 3.500 perlopiù giovani, vivono in condizioni deprecabili di malnutrizione e scarsa igiene.
Padre Antonio Perretta, alla luce del Vangelo e dei principi della Dottrina Sociale della Chiesa, tre volte alla settimana fa loro visita provvedendo alle principali necessità materiali.
Occupandosi di pastorale penitenziaria presta anche un servizio di evangelizzazione e promozione umana, insegnando ai giovani che la moltiplicazione della solidarietà è uno stile di vita da praticare ogni giorno.
A completamento del percorso cominciato dietro le sbarre, è stata avviata nel 2016 la Casa della misericordia, una struttura diocesana deputata al recupero e al reinserimento familiare, sociale, lavorativo degli ex carcerati, attraverso un programma basato su studio, lavoro, vita comunitaria, preghiera.
«Le nostre attività sono orientate alla maturazione di una libertà personale positiva e fattiva, che consenta ai nostri ospiti di diventare persone rinnovate e riconciliate, minimizzando così le possibili recidive», spiega padre Antonio.
Molti di questi ragazzi negli anni hanno felicemente ripreso il loro cammino familiare e sociale. Grazie all’aiuto di Cuore Amico nel 2017 presso il centro è stato realizzato un pozzo con torre dell’acqua, una vera benedizione per la Casa della Misericordia ma anche per la gente del vicinato che, in mancanza di funzionamento della rete idrica locale, ricorre alla buona acqua della Casa della Misericordia. «L'acqua che sgorga arriva veramente al cuore di tanti fratelli e sorelle mozambicani e ci consente di proseguire nel nostro umile servizio di evangelizzazione e di promozione umana al fianco della popolazione di questo Paese» racconta padre Perretta.
Per continuare a contribuire al reinserimento dei giovani in difficoltà con legge vorrebbe realizzare un centro di formazione: «Abbiamo già iniziato la costruzione dell’officina di fabbro ferraio e dobbiamo avviare quella di falegnameria. Dall’Italia sono in viaggio, via container, le macchine che degli amici hanno generosamente offerto, ma ci manca la struttura. Può Cuore Amico aiutarci a realizzarla?».









