In questo Anno Santo 2025 abbiamo vissuto la Grazia del Giubileo.
Abbiamo sperimentato che Gesù è come la Porta sempre aperta dal Padre nel mondo, che ci mette in comunicazione con Dio e tra di noi. Abbatte le divisioni, fa tacere le armi, ci fa pellegrini di speranza.
E riscopriamo che le vere ricchezze della vita non sono il denaro o il potere, ma le relazioni e le persone.
Davvero la nostra Campagna di Natale è un nuovo Canto Natalizio a Gesù povero.
Anche noi di Cuore Amico, grazie a voi benefattori, siamo presenti con i nostri missionari nel grande Presepe del mondo, per adorare e servire Gesù nei poveri. Grazie per quello che fate. Buon Natale!
Don Flavio Saleri
Direttore di Cuore Amico

I missionari visitano Gesù nelle povere mangiatoie del mondo

Gli auguri dei missionari

A Natale ricordiamo la nascita di Gesù bambino.

Chi lo accoglie non si affida al caso, ma conta su una promessa, quella di chi ha infine donato la propria vita per noi. Per festeggiare questo Natale percorriamo con lui il cammino della fraternità. In un breve racconto di Leopardi, un cliente chiede a un venditore di calendari: «Coll'anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero?». E il venditore risponde: «Speriamo!».
C'è sempre un po' di frenesia in preparazione al Natale. I centri storici sono illuminati, così come le vie dello shopping. Potremmo chiederci per che cosa tanta luce e a quale scopo la frenesia di trovare regali, acquistare cibi o cose nuove? Siamo in attesa di qualcosa?
Forse che finisca finalmente questa lunga parentesi della pandemia che ha messo a nudo le nostre fragilità e la nostra impotenza?
Viviamo però in un mondo diviso: c'è chi sogna di riprendere quella vita un po' spensierata (e talvolta irresponsabile) di prima e chi invece deve fare i conti con la guerra, la fame, le carestie o la privazione della libertà.
A Natale ricordiamo la venuta di Dio in mezzo a noi, non per condannare o giudicare, ma per camminare con noi.
Chi lo accoglie, può percorrere con lui il cammino: quello della fraternità, quello della solidarietà, quello della disponibilità al perdono e alla riconciliazione.
Chi lo accoglie non si affida al caso, ma conta su una promessa, quella di chi ha donato la vita per noi e ci ha assicurato:
Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo.

Don Flavio Dalla Vecchia – Presidente