Realizzare una panetteria, un mulino, la coltivazione di appezzamenti di terra: sono richieste che sempre più spesso giungono dai missionari e dalle comunità religiose a beneficio di orfanotrofi, scuole, interi villaggi, centri di salute.
Esprimono la volontà di non aspettare passivamente aiuti, ma di impegnarsi il più possibile per essere attivi cercando, e spesso trovando, nella lavorazione della terra una possibilità concreta di raggiungere maggiore sicurezza alimentare e di essere sollevati dalla fame e dalla povertà.
Se svolte in modo attento e solidale diventano un modo per crescere nella fraternità.

I progetti dei missionari

«Salvare l’Africa con l’Africa»

Era il motto di San Daniele Comboni (1831-1881) per evangelizzare quel Continente.
Allargando oggi la riflessione alla promozione sociale, gli africani vanno aiutati in modo che siano loro stessi gli artefici del proprio sviluppo, tenendo conto delle tradizioni, della cultura e delle proprie radici.
Papa Francesco ribadiva: «Lo sviluppo, secondo la dottrina sociale della Chiesa, è un diritto innegabile di ogni essere umano. Come tale, deve essere garantito assicurandone le condizioni necessarie per l’esercizio, dando a tutti un equo accesso ai beni fondamentali e offrendo possibilità di scelta e di crescita». E ancora: «Deve essere garantito il diritto di non dover emigrare, ossia il diritto di trovare in patria condizioni che permettano una dignitosa realizzazione dell’esistenza. A tal fine vanno incoraggiati programmi di sviluppo». Cuore Amico propone ogni mese progetti produttivi a favore di tanti Paesi del mondo.
Sostenendo queste iniziative di sviluppo si vuol superare il vociare sguaiato, e nulla più, di chi continua a dire: «Restino dove sono». Anche noi, se vogliamo, possiamo contribuire a «Salvare l’Africa con l’Africa».