Il messaggio di papa Leone per la Giornata Mondiale dei Poveri, che si celebra il 16 novembre, richiama che la speranza è come un’àncora che offre stabilità e sicurezza.
Il tanto bene che voi benefattori compite attraverso la nostra Associazione, collaborando con i poveri perché non manchino loro scuole, dispensari, panetterie, mulini, pozzi, ospedali e tanto altro, rafforza la loro fiducia in un mondo più umano e giusto che non si affermerà mai con le armi.
Anche aiutare a costruire piccole chiese aiuta la speranza, perché confidare in Gesù che ha assunto la nostra povertà per renderci tutti ricchi, ci fa cogliere che

«la più grave povertà è non conoscere Dio. L’immensa maggioranza dei poveri possiede una speciale apertura alla fede: hanno bisogno di Dio e non possiamo tralasciare di offrire loro la Sua amicizia, la Sua benedizione, la Sua Parola, la celebrazione dei Suoi Sacramenti» (Papa Francesco).

Certo quanto facciamo è necessario, ma non basta: l’aiuto ai poveri è una questione di giustizia e carità, e occorre affrontare le cause strutturali della povertà promuovendo politiche che garantiscano lavoro, istruzione e casa a tutti.
Ma ognuno getti la propria ancora per promuovere un mondo migliore.

Don Flavio Saleri
direttore di Cuore Amico

I poveri li avete sempre con voi

La Giornata Mondiale dei poveri è stata istituita da Papa Francesco nel 2017 dopo il Giubileo della Misericordia. Francesco esortava: «Siamo dunque chiamati a tendere la mano ai poveri, a incontrarli, guardarli negli occhi, abbracciarli, per far sentire loro il calore dell’amore che spezza il cerchio della solitudine».

«I poveri li avete sempre con voi» (Mc 14,7) Così si esprime Gesù, rispondendo alle critiche di discepoli e commensali, quando una donna spreca del profumo per lui.
Chi era però Gesù? Certamente non un ricco o un possidente, tutt’altro: la sua vita ha avuto come orientamento un passo profetico che lo ha ispirato a portare la buona notizia ai poveri (Is 61,1). E al suo seguito tanti uomini e donne hanno cercato di stare nella via di Dio, preoccupandosi dei poveri (cf. Gal 2,10).
Si rischia spesso di parlare – come fece Giuda rimproverando Gesù – dei poveri, ma con lo stesso atteggiamento di quel ricco che ogni giorno banchettava e non vedeva il povero Lazzaro che stava alla sua porta (Lc 16,20). Solo dopo la sua morte, il ricco vide finalmente Lazzaro, ma la loro sorte era ormai capovolta.

Riconoscendo Gesù nei poveri, il cristiano si mette in gioco.

Con questo spirito la chiesa celebra in novembre la giornata dei poveri, perché, come richiamava papa Francesco:
«Tutta l’opera di Gesù afferma che la povertà non è frutto di fatalità, ma segno concreto della sua presenza in mezzo a noi. Non lo troviamo quando e dove vogliamo, ma lo riconosciamo nella vita dei poveri, nella loro sofferenza e indigenza, nelle condizioni a volte disumane in cui sono costretti a vivere».
Riconoscendo Gesù nei poveri, il cristiano si mette in gioco: il missionario parte per Paesi lontani, ma i mezzi di informazione ci consentono oggi di conoscere le tante situazioni di bisogno e di riconoscere in essi il nostro prossimo, che interpella la nostra solidarietà per un mondo più fraterno.
Esorta Papa Francesco – «Siamo dunque chiamati a tendere loro la mano, a incontrarli, guardarli negli occhi, abbracciarli, per far sentire loro il calore dell’amore che spezza il cerchio della solitudine».