Il mese di novembre inizia con la solennità di tutti i Santi. Essi sono come noi, hanno vissuto una vita normale ma hanno sperimentato l’amore di Dio e lo hanno seguito amando il prossimo, perché ogni fratello, e specialmente il più piccolo, fragile indifeso e bisognoso, è l’immagine stessa di Dio.
Il tratto distintivo dei Santi è la gioia perché si affidano a Dio. In questo affidamento, rifiorisce il senso della dignità di tutti e si riconoscono fratelli e sorelle. Un esempio è san Francesco di Assisi.
Papa Leone XIV, nel suo messaggio per la Giornata Mondiale dei Poveridel prossimo 15 novembre, dal titolo: Il Signore è rifugio del povero, riporta un episodio della vita del santo:
«Pellegrino a Roma alla tomba dell’apostolo Pietro, Francesco fu colto da compassione per i mendicanti. Per comprendere e sperimentare la loro sofferenza, si tolse i propri abiti e li scambiò coi vestiti stracciati di uno di loro, sedendosi a chiedere l’elemosina e trascorrendo l’intera giornata in mezzo ai poveri con gioia di spirito».
Un amore assoluto!
Invisibili ma non per tutti. Già il vescovo brasiliano Helder Camara affermava:
«il povero non può essere un numero, non può essere un problema, o peggio ancora uno scarto. Egli è nostro fratello, è carne della nostra carne.»
Anche voi benefattori, per la vostra solidarietà con i poveri del mondo, fate risplendere la dignità assoluta di ogni persona vulnerabile. Grazie per quello che fate.
Don Flavio Saleri
Direttore di Cuore Amico






