La tribù Kutchi Kholi è composta da emarginati che vivono nella parte meridionale del Pakistan, nella regione del Sindh. Quasi tutti sono mezzadri senza terra che lavorano per grandi proprietari terrieri, di cui sono spesso vittime.
Per pagare l’affitto dei trattori e per acquistare sementi, insetticidi e fertilizzanti, infatti, prendono in prestito il denaro necessario dagli stessi proprietari, accollandosi un debito immediato.
Se il raccolto è buono dovrebbero ottenere metà del ricavo, ma vengono spesso imbrogliati dai proprietari. Se invece il raccolto è misero o nullo per la scarsità d’acqua o per le inondazioni, il debito va ad aggiungersi al nuovo prestito necessario per sopravvivere e acquistare sementi per il raccolto successivo.
«Questo spietato meccanismo economico rende i contadini dei lavoratori forzati nonostante il lavoro massacrante di tutta la famiglia, compresi i bambini, e li riduce sempre più in povertà»,
ci spiega padre Zachaeus Okoth Adet, missionario di Mill Hill, impegnato con la sua comunità nell’assistenza ad alcuni villaggi tribali nella parrocchia di St. John the Baptist, a Tando Allahyar.
Negli ultimi mesi la situazione è peggiorata, in quanto l’alto tasso d’inflazione del Pakistan ha reso difficile per molti anche solo consumare un pasto al giorno.
Il missionario vuole perciò distribuire ogni mese grano, zucchero, riso e olio a 400 famiglie che versano in condizioni disperate e, per questo, chiede anche il contributo di Cuore Amico.








