Nel deserto costiero del Perù l’aridità che più opprime non è quella della terra, ma quella dei cuori. Nella grande baraccopoli di Nuevo Chimbote, infatti, la miseria si intreccia alla solitudine e all’isolamento.
Nelle capanne e nelle baracche senza acqua né luce la speranza non trova la forza di attecchire, si consuma spesso come la sabbia nel vento. È qui che vivono Marcello e Anghela, volontari dell’Operazione Mato Grosso.
Collaborano con padre Armando Zappa nella casa – famiglia Mamma Mia, una porta sempre aperta alle necessità dei più fragili della zona che dà accoglienza a ragazze madri e fornisce gratuitamente cibo nella mensa dove, ogni giorno, vengono accolte oltre 800 persone.

Nella mensa, o come si dice a Chimbote il comedor popular, non si dà solo cibo ma anche ascolto e costruzione di relazioni umane:
«Qui si parla d’amore attraverso gesti di attenzione», raccontano i coniugi, e chi riceve aiuto spesso torna per aiutare a cucinare, servire e pulire, accogliere. Così, nel deserto, fiorisce una comunità più solidale.
«Il nostro aiuto è limitato, ma se ci affidiamo a Colui che è più grande di noi possiamo regalare speranza in più».
Aiutiamoli nel loro servizio che continua il sogno di padre Ugo de Censi e il lavoro di Nadia De Munari, volontaria che qui ha operato fino alla sua tragica scomparsa, avvenuta il 24 aprile 2021.

NADIA DE MUNARI

Nata a Giavenale, frazione di Schio (Vicenza), Nadia ha dedicato la sua vita all’aiuto degli altri.
Maestra d’asilo e missionaria instancabile, il suo cuore ha trovato casa in Perù, dove per quasi trent’anni ha lavorato con i bambini più poveri di Nuevo Chimbote.
Fondatrice della casa-famiglia Mamma mia per ragazze madri, ha donato amore e speranza a chi ne aveva più bisogno.
Purtroppo, la sua vita si è spezzata tragicamente in un’aggressione avvenuta nel 2021, ma il suo spirito continua a vivere nella sua missione e nel ricordo di chi l’ha amata.