La Diocesi di Bossangoa, nel nord della Repubblica Centrafricana, ha un territorio immenso con una scarsa densità abitativa: è pari a Lombardia, Veneto e Emilia-Romagna insieme.
Vi abita una popolazione eterogenea, composta da diverse etnie. La popolazione è molto giovane (i minori di 18 anni sono il 49%), con enormi problemi di alfabetizzazione e con il pericolo di essere un grande serbatoio dove pescare facilmente minori per farne dei soldati.
In aiuto dei bambini che rischiano di essere ingaggiati in bande armate don Alain Eouanzoui cerca di portarne in classe quanti più possibile.

«Conosciamo da molti anni la violenza di guerre civili e militari – spiega don Alain. – La nostra diocesi è perciò impegnata a tutti i livelli per assistere la popolazione e, soprattutto, i bambini che subiscono le conseguenze più negative dei gravi problemi del Centrafrica. Vogliamo evitare che i più vulnerabili, orfani e abbandonati dai genitori, entrino nei gruppi armati e successivamente diventino bambini soldato. La scuola è il migliore antidoto».