Padre Giuseppe Allamano, proclamato Santo da papa Francesco il 20 ottobre 2024, è stato un sacerdote dal forte impegno sociale e missionario nella Torino di fine 1800. Aveva il grande desiderio di andare in missione, ma non poté mai recarvisi a causa della salute cagionevole.
Diventato rettore della Basilica di Santa Maria della Consolazione, meglio noto come Santuario della Consolata, ne fece il Centro di spiritualità più importante di Torino e pose sotto la protezione della Madonna i due Istituti religiosi da lui fondati: i Missionari della Consolata e le Missionarie della Consolata.
Le due congregazioni sono oggi presenti in 32 nazioni a cominciare dal Kenya, dove i primi missionari furono inviati nel 1902.
Il sogno di costruire anche in Kenya un santuario dedicato alla Vergine “Consolata” risale a circa venti anni prima, ma fu realizzato solo nel 2006 grazie a mons. Ambrogio Ravasi, vescovo della diocesi di Marsabit, al nord del Paese.
Questo centro di preghiera è stato voluto per ringraziare Maria per le meraviglie della fede operate in quella regione, nel profondo deserto del Marsabit.

Pagellina
Preghiera
O Vergine santissima,
sii tu la consolazione unica e perenne della Chiesa che ami e proteggi!
Consola i tuoi vescovi e i tuoi sacerdoti, i missionari, i religiosi e le religioseche devono illuminare e salvare la società moderna, difficile e talora avversa.
Consola le comunità cristiane, dando loro il dono di numerose e salde vocazioni sacerdotali e religiose.
Consola tutti coloro che sono insigniti di autorità e di responsabilità civili e religiose, sociali e politiche, affinché sempre e soltanto abbiano come meta il bene comune e lo sviluppo integrale dell’uomo, nonostante difficoltà e sconfitte.
Consola chi ti ama e ti venera: le famiglie, i disoccupati, i sofferenti, coloro che portano nel corpo e nell’anima le ferite causate da drammatiche situazioni di emergenza;
i giovani, specialmente quelli che si trovano per tanti dolorosi motivi sbandati e sfiduciati;
tutti coloro che sentono nel cuore un ardente bisogno di amore, di altruismo, di carità, di donazione e che coltivano alti ideali di conquiste spirituali e sociali.
O Madre consolatrice, consolaci tutti e fa comprendere a tutti che il segreto della felicità sta nella bontà e nel seguire sempre fedelmente il tuo Figlio, Gesù.
Amen
(di San Giovanni Paolo II nel Santuario della Madonna Consolata di Torino, 13 aprile 1980)

L’antifona Regina Coeli
Nella liturgia cattolica l'antifona Regina Coeli (in italiano Regina del Cielo), è una delle quattro antifone mariane. È una gioiosa preghiera che viene rivolta a Maria per la resurrezione di Suo Figlio Gesù Cristo, evento che rappresenta il più grande mistero della fede cattolica.
La sua composizione risale al XII secolo e papa Benedetto XIV la stabilì nel 1742 come preghiera da cantare o recitare nel tempo pasquale, cioè dalla domenica di Pasqua fino al giorno di Pentecoste.
Viene recitata tre volte al giorno: all’alba, a mezzogiorno e al tramonto, come modo per consacrare la giornata a Dio e alla Vergine Maria. Ecco la preghiera:

V: Regina del cielo, rallegrati, alleluia!
R: Cristo, che hai portato nel grembo, alleluia!
V: È risorto, come aveva promesso, alleluia!
R: Prega il Signore per noi, alleluia!
V: Gioisci e rallegrati, Vergine Maria, alleluia!
R: Poiché il Signore è veramente risorto, alleluia!
O Dio, che nella gloriosa risurrezione del tuo Figlio hai ridato la gioia al mondo intero, per intercessione di Maria Vergine concedi a noi di godere la gioia della vita senza fine. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen. (Tre volte)