Un’Apecar, il piccolo motocarro a tre ruote che ha fatto la storia, potrebbe cambiare il destino di molte persone.
Siamo in Senegal, nella regione semidesertica del Sahel. In questa vastissima area l’approvvigionamento idrico è ancora un grave problema per buona parte della popolazione. L'acqua scarseggia ovunque, non vi sono acquedotti e la gente si affida ai pochi pozzi a disposizione che si trovano a molti chilometri di distanza.
Sempre più spesso, purtroppo, fattori come siccità e desertificazione – in continuo aumento anche a causa del grave cambiamento climatico in atto – spingono molte persone a spostarsi in zone dove il reperimento di acqua è meno complesso.
A tutto questo si aggiunge anche l’impoverimento delle falde acquifere naturali: a causa delle scarse precipitazioni, infatti, i pozzi costruiti su di esse si asciugano durante la stagione secca e recuperano un po’ d’acqua solo durante il periodo delle piogge.
«Nel 2023, grazie al sostegno di Cuore Amico, siamo riusciti a scavare diversi pozzi in Senegal»ci racconta padre Flavio Facchin, sacerdote missionario degli Oblati di Maria Immacolata.
«Purtroppo, però, moltissima gente quotidianamente è ancora costretta a fare chilometri a piedi per portare i bidoni d’acqua potabile fino a casa. Pensate che quasi sempre si tratta di bambini di 10 o 12 anni che, con l’aiuto di una piccola carretta, trasportano diverse taniche d’acqua sia per i bisogni della loro famiglia, sia per le persone più anziane del villaggio che fanno fatica a muoversi».
È proprio da qui che nasce l’idea dell’Ape Water Car. Ce la spiega padre Flavio:
«Spesso ci dimentichiamo che l’acqua è vita. Noi apriamo il rubinetto e abbiamo acqua a volontà. Ma non è così per tutti.
Così, ci siamo interrogati su come aiutare tutta questa gente a recuperare in maniera più pratica l’acqua. Queste piccole motorette a tre ruote ci sono sembrate un’ottima soluzione. Vorremmo dotare almeno sei missioni, quelle più lontane e povere, di un mezzo motorizzato per portare le taniche d’acqua anche ai villaggi più sperduti».
Il vantaggio è duplice:
«Oltre a raggiungere in modo più facile le comunità più distanti, riusciremo a fornire acqua alle persone che più si trovano in difficoltà, monitorando così il loro stato di salute e le loro condizioni. Inoltre potremo offrire un’opportunità di lavoro anche ad alcuni giovani della zona che, sempre più spesso, emigrano in cerca di fortuna nella capitale Dakar».
Un’idea di grande valore che, come sottolinea anche papa Francesco, ci ricorda che l’acqua è una risorsa fondamentale che richiede “una coscienza universale”.









