A Santa Cruz de la Sierra, in Bolivia, don Ottavio Sabbadin dirige l’Hogar Don Bosco, una vera e propria cittadella della gioventù povera, capace di accogliere e di offrire una speranza agli orfani e ai disabili.
Con le sue braccia aperte, la missione salesiana dove egli è impegnato prosegue la sua opera rivolta ai più piccoli: «Nel nostro hogar desideriamo offrire a sempre più bambini una casa e un clima di famiglia dove ognuno viene accolto così com’è, con tutte le sue povertà e miserie, e viene aiutato a crescere riscattandosi dalla condizione nella quale si trova».
Oggi i ragazzi accolti sono circa ottanta, ma tanti sono ancora i ragazzi di strada abbandonati a loro stessi. I bisogni e le necessità non mancano:
«Senza di voi sarebbe impossibile sognare un futuro felice: aiutateci ad accompagnare i nostri bambini con affetto e comprensione, perché possano vivere ogni giorno la gioia della famiglia».
Il progetto Don Bosco di Santa Cruz prevede una comunità educativa che accoglie bambini, adolescenti e giovani dai 6 ai 17 anni, ad alto rischio (orfani, abbandonati e vittime di violenze).
Trasferiti dalle istituzioni pubbliche competenti sono accolti in un atmosfera familiare, allegra e aperta, nello stile di Don Bosco.
Sono guidati a vivere e sviluppare valori umani e cristiani, insieme alla promozione delle loro qualità artistiche, culturali e sportive.
Accompagnati da educatori e modelli di vita ricevono oltre all'istruzione scolastica anche una cura integrale, con supporto spirituale, psicologico, terapeutico e sociale, in vista di un reinserimento nella vita della comunità.







