Un luogo per dormire e immaginare un futuro
Il Bangladesh è un Paese in crescita, afflitto da problematiche che per la piccola Chiesa locale e per le realtà missionarie sono campi d'intervento, nelle aree rurali come nelle grandi città.

Referente: Padre Pietro Luigi Lupi
Congregazione: Missionari Saveriani

Nella capitale Dhaka, metropoli di 15 milioni di abitanti, la popolazione è in continuo aumento e il quotidiano flusso umano porta alla deriva molti piccoli che vivono in gruppo lungo le strade o i binari della ferrovia, senza fissa destinazione e dimora. Vivono di elemosina, furti e droga, sempre uniti insieme!
La comunità dei Padri Saveriani si è sempre presa cura dei piccoli Tokai, bambini e ragazzi di strada, cari a padre Riccardo Tobanelli† che ne aveva fatto la sua ragione di vita. Ora che lui non c'è più, di loro si occupa un suo confratello, padre Pietro Lupi.
Padre Pietro intende dare risposte immediate ad alcuni bisogni di questi bambini: un rifugio notturno, innanzitutto, ma anche necessità di salute e di cibo. Ma i piccoli hanno anche bisogno di essere protetti dai soprusi degli adulti e delle forze dell’ordine; hanno bisogno di un punto di riferimento che sia percepito come “casa loro”. Hanno bisogno di essere liberati dai debiti che li mantengono in schiavitù. A lungo termine il progetto intende ricostruire e riabilitare i “tokai” ad una vita normale come quella di tutti i bambini del mondo. In concreto, quando possibile, toglierli dalla strada per farli vivere in un ambiente dove sono accolti e trattati da bambini.
Cuore Amico sostiene a distanza alcuni di questi ragazzi e il missionario ci ha inviato recentemente un ringraziamento rivolto ai benefattori, mostrandoci l'apertura di una nuova casa-famiglia.
Padre Luigi ha acquistato dei letti a castello e ci mostra come sia cambiata già la vita per chi vi è stato introdotto. Così si può pensare a un domani migliore, di sicuro diverso dalla vita del marciapiede!



In memoria di padre Riccardo Tobanelli

«I piccoli, abbandonati dai genitori, vivono in condizioni di estremo degrado» – ci raccontò una volta – «Raccolgono plastica, stracci, chiodi, scarpe rotte per venderli ai negozi che si occupano di riciclaggio sperando così, con i pochi spiccioli raccolti, di riuscire a mettere in pancia un pugno di riso». Padre Riccardo offriva loro, oltre a un sorriso e a un po' di attenzione, un rifugio notturno, cibo, medicine, possibilità di andare a scuola per restituire a questi piccoli un po' dell'infanzia loro rubata.