Un lavoro certosino per individuare ragazzi con disabilità tenuti ancora nascosti in casa, di solito per un senso di vergogna della famiglia.
Le suore di Ivrea dal 2017 hanno cominciato a bussare, porta a porta, nel distretto di Kawe Kinondoni, nella regione di Dar es Salaam, in Tanzania, per scoprire tutti questi ragazzi a cui venivano negati i diritti fondamentali, specialmente quelli alle cure mediche e al riconoscimento sociale.
Dal primo screening, il centro riabilitativo in cui le missionarie lavorano, intitolato ad Antonia Verna, ha ricevuto più di cento bambini con disabilità. Ed è un numero che aumenta di giorno in giorno.
I servizi offerti nel centro includono terapia medica e fisioterapia per bambini con paralisi cerebrale, autismo, ritardo mentale, sindrome di Down.
Si fanno inoltre consulenze psicologiche per i genitori di bambini con disabilità e attività di sensibilizzazione rivolte anche alle famiglie i cui figli non possono muoversi da casa.
La missione delle suore è permettere alle persone con disabilità l’accesso a un’assistenza sanitaria e a servizi sociali di qualità.
Mancano però i fondi per ausili medici importanti come sedie a rotelle e deambulatori, tutti strumenti che permettono ai disabili una vita più dignitosa.
Sarebbe proprio importante la nostra generosità.







