Nel quartiere di Adidogomé, a Lomé in Togo, i padri comboniani portano avanti un’attività tanto semplice quanto carica di futuro: l’allevamento di conigli come strumento di formazione, autosufficienza e sostegno concreto alla comunità.
Avviata lo scorso anno, in un Paese dove oltre il 60% della popolazione vive sotto la soglia di povertà, l’iniziativa ha già mostrato risultati incoraggianti.
L’allevamento è legato al Postulato San Pietro Claver, casa di formazione per giovani del Togo e del Benin che aspirano a diventare missionari.

Nell’anno accademico in corso il postulato accoglie diciassette giovani, suddivisi su tre anni, la cui formazione non è soltanto culturale e spirituale, ma anche pratica: imparare a lavorare la terra, a prendersi cura degli animali ma, soprattutto, a gestire risorse limitate.
Negli ultimi anni, anche a causa della crisi economica e dell’instabilità politica, i fondi per la formazione sono diminuiti sensibilmente.
Per questo l’allevamento di conigli, insieme alla coltivazione dell’orto e ad altre piccole occupazioni, diventa una risposta concreta per ridurre le spese alimentari del centro giovanile, sostenere i costi di gestione e preparare i giovani all’autonomia.

Per ampliare l’allevamento e aumentarne la produttività, i missionari chiedono un sostegno a Cuore Amico: un piccolo progetto, sì, ma capace di donare dignità, responsabilità e speranza.