La zona al confine con la Polonia è tra quelle meno toccate dalla guerra scatenata dalla Russia contro l’Ucraina, anche se non sono mancati attacchi terroristici contro la popolazione civile con missili e droni.
In compenso è molto alto il numero degli sfollati interni, come racconta a Cuore Amico don Ivan Stefurak, responsabile del Centro anticrisi della Arcieparchia di Ivano-Frankivs’k, nell’Ucraina occidentale.
«Abbiamo ricevuto oltre 3mila sfollati e abbiamo svuotato il nostro seminario per fare loro posto. Quando è scoppiata la guerra abbiamo liberato delle scuole e diverse parrocchie per ricevere queste persone. È stato un aiuto determinante che ha dato sostegno psicologico e, in alcuni casi, anche economico a famiglie che hanno perso un figlio o un padre».
In questo momento in particolare sono in aumento i soldati che vengono dal fronte e hanno subito vari tipi di mutilazioni: hanno bisogno di aiuto per accettare una situazione che ha drasticamente cambiato il loro corpo e la loro vita.
Una risposta a queste difficoltà della popolazione può arrivare dall'etere: «vogliamo potenziare la nostra radio diocesana, perché attraverso programmi specifici possa accompagnare queste persone», spiega don Ivan. «Abbiamo una trasmissione che si chiama “Curare le ferite della guerra”, in cui coinvolgiamo diversi psicologi. L’audience è fatta sempre più da persone adulte che ascoltano questo programma che è diventato uno psicologo a distanza».
Ma lo sforzo è anche quello di curare le malattie del corpo. Occorre per questo allestire cliniche mobili per raggiungere i malati più lontani o impossibilitati a muoversi. Un impegno che aiuta tante persone a resistere al grande male che ha invaso l’Ucraina.






