In Bangladesh esiste un popolo il cui nome è già una condanna: Dalit, che vuol dire “calpestati”.

È una comunità di fuori casta, intoccabili e al suo interno le donne vivono un’emarginazione nell’emarginazione. Per loro il destino sembra scritto fin dalla nascita: abbandono scolastico, discriminazione e un matrimonio precoce che arriva, quasi per tutte, ben prima dei 18 anni.

Lino Swapon, che dal 1998 dedica la vita alle comunità Dalit della provincia di Khulna, combatte ogni giorno per cambiare questa situazione:

«Il matrimonio infantile non è solo una tradizione – dice – è una ferita che genera violenza, gravidanze premature e malattie croniche».

Senza istruzione, poi, una bambina Dalit non ha voce; senza competenze non ha libertà.

Per spezzare questa catena bisogna sostenere le rette scolastiche delle bambine, promuovere il doposcuola per migliorare il loro rendimento e offrire una formazione professionale alle ragazze.

L’obiettivo è chiaro: trasformare potenziali spose bambine in donne indipendenti e consapevoli, perché solo l’istruzione può rendere queste giovani capaci di sottrarsi all’ingiustizia e di curare i propri figli con dignità.

Non si può permettere che migliaia di bambine vengano derubate della loro infanzia e, per questo, occorre impegnarsi per sostenere ogni posto a scuola, che vuol dire un matrimonio forzato in meno.

Combattiamo anche noi per trasformare la discriminazione in un cammino di vita buona.

Per le bambine Dalit offriamo: libri di scuola (5 €); materiale scolastico (10 €); uniforme e scarpe (10 €); retta scolastica (20 €)