Curare i malati, disseminare buone prassi e poi andare verso altri villaggi in cui la salute è da sempre trascurata è l’obiettivo dei coniugi Giuseppina Chiara Bellotti e Alessandro Sem Prandoni, missionari laici al servizio della diocesi di Bondoukou.
Li abbiamo incontrati dieci anni fa a Nagafou. Oggi sono a Kohui, un villaggio di 1.300 abitanti a 500 km da Abidjan, capitale del Paese, per impiantare un nuovo dispensario che, sebbene utilizzi strumentazione medica ridottissima come tanti altri centri sanitari pubblici rurali, possa servire da esempio e fare in modo che siano curati anche i malati più indigenti.
La situazione sanitaria è pessima, come nella maggior parte del Paese. Sono diffusissime malattie come malaria, febbre gialla, diarrea, Aids.
Pochissime le persone che hanno avuto la possibilità di essere visitate da un medico nel corso della loro vita; quasi nessuno ha mai assunto medicine o è stato assistito o medicato da un infermiere.
Nel villaggio c’è necessità di impiantare la “medicina moderna”, come viene definita, e anche l’impegno a ristrutturare gli edifici in cui sorgerà il centro. E perché il dispensario possa essere utilizzato in modo ottimale, occorre disporre anche di un approvvigionamento d’acqua efficiente, per il quale non si hanno fondi.
Soccorriamoli nello scavare un pozzo dotato di pompa con alimentazione solare, costruire una torre dell’acqua, installare due grandi cisterne e infine un impianto per distribuire l’acqua anche al villaggio.








