Carissimi Fedeli della Parrocchia di San Giacomo Maggiore.
Per mezzo di questa lettera colgo l'occasione per ringraziarvi di tutto cuore per il gesto di amore che avete fatto verso la missione dei Francescani Minori Conventuali, e in particolare verso l'ospedale San Gregorio a Gomoa Buduburam offrendo agli ammalati dell'ospedale, ai medici, agli infermieri e alla gente che vive nei dintorni dell'ospedale un pozzo e, in questo modo, risolvendo il grosso problema della mancanza di acqua potabile.
Il pozzo è stato scavato ma, al primo tentativo, è sorto un problema: la poca quantità di acqua che hanno trovato, solamente 20 litri per minuto. Quindi abbiamo fatto un secondo tentativo in un'altra zona del terreno dell'ospedale e questa volta il getto di acqua è zampillato a 60 litri per minuto. Il pozzo è stato meccanizzato ed è funzionante dai primi di marzo del 2020 con grande soddisfazione dei beneficiari. Si legge nella targhetta del pozzo: “Parrocchia San Giacomo Maggiore, Ospitaletto (Brescia) – ltaly 2019“.
Vi assicuro che le autorità dell'ospedale si prenderanno cura del pozzo in modo che i suoi e vostri sacrifici non siano stati fatti per niente.
Un fraterno abbraccio nel Signore con la promessa di un ricordo quotidiano nella preghiera per Voi e i vostri cari defunti. GRAZIE!
P. Martino Corazzin OFM Conv. (Missionario in Ghana)

Ospedale
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Serbatoio
Targa

Acqua pulita per l'ospedale dei più poveri
| Pubblicato a dicembre 2019


Situato in un campo profughi, l'ospedale cattolico dell'arcidiocesi “San Gregorio” ha bisogno di un pozzo e di un sistema di purificazione dell'acqua.

Padre Martino Corazzin, dei frati Minori Conventuali, missionario in Ghana [Link], lancia un appello per conto dell'Ospedale Cattolico “San Gregorio”, situato vicino a un campo profughi nella Regione Centrale del Paese, a cui si associa l'Arcidiocesi di Cape Coast, che ne è proprietaria. L'Ospedale, sorto nel 1990 come clinica d’emergenza per assistere i rifugiati in fuga dalla guerra civile in Liberia e in seguito integrato nel sistema sanitario del Ghana, ha estremo bisogno di un pozzo meccanizzato e di un sistema di purificazione dell'acqua, che in quella zona contiene residui di sale e ferro. L'acqua è una necessità primaria per i pazienti dell'ospedale e per tutta la comunità locale.
L'ospedale è situato in un campo profughi che accoglie persone provenienti da Paesi africani in guerra, o caratterizzati da varie emergenze: principalmente Liberia, Nigeria, Sudan, Ghana, ma anche altre nazioni.
Il costo preventivato per la realizzazione del pozzo equivale a quanto l'ospedale spende per il consumo di acqua in due mesi. Perciò il pozzo, rendendo l'ospedale autosufficiente, sarebbe un investimento molto proficuo, mettendolo in condizioni di utilizzare le somme risparmiate per curare e assistere i suoi pazienti.
Per scavare il pozzo servono (6 mila euro), L'impianto trattamento dell'acqua costa (5 mila euro)