La richiesta che giunge dalla missione degli Oblati di San Giuseppe dello Stato di Assam, in India, testimonia come l'accesso all'acqua, cui tutte le persone hanno diritto, sia anche volano di sviluppo.
A Nagrijuli, nell'arcidiocesi di Guwahati, i religiosi hanno una casa di formazione che ospita 21 seminaristi.
Padre George Sunil Kallarakal, che ne è il rettore, ci scrive così:
«Insieme alla formazione dei futuri oblati, vorremmo implementare iniziative agricole che avvantaggino i nostri seminaristi e anche la popolazione locale, composta da cristiani e non. La parrocchia in cui ci troviamo è molto vasta. Comprende infatti 14 stazioni missionarie, con molte persone che appartengono a tribù diverse e parlano lingue diverse tra loro».
Per sostenere i futuri missionari, ma anche questa comunità locale, gli oblati vorrebbero adibire la maggior parte del terreno di cui dispongono a uso agricolo, concentrandosi sulla coltivazione di piante, alberi da frutto, riso e verdure.
«Per realizzare questo è necessario costruire un pozzo, per garantire l’acqua alle coltivazioni durante tutto l'anno; in particolare durante la stagione secca».
Le attività agricole così pianificate serviranno da modello per gli abitanti del villaggio, incoraggiandoli a coltivare i propri orti e promuovendo diete alimentari più sane. Tra le altre cose c’è in progetto di creare una serra per proteggere i raccolti da condizioni meteorologiche avverse e dai parassiti. Insomma, molto più che un pozzo.







