Cari amici di Cuore Amico,
vi scriviamo per ringraziarvi dell’aiuto dato all’ampliamento della casa per ammalati di Cuzco.
Quando siamo arrivati qui, come volontari dell’Operazione Mato Grosso, abbiamo scelto di vivere tutto come un dono.
E ancora ci stupiamo nel vedere quanti amici, vicini di casa ma anche lontanissimi, ci aiutano nel provare a portare avanti la missione che viviamo in questa casa.
Tra mille difficoltà ci prendiamo cura delle persone tra le più povere e ammalate che arrivano da piccoli paesi della “Sierra” dove la dignità è spesso negata.
Il vostro aiuto è un segno di speranza e di umanità che ci sostiene nel continuare ad accompagnare chi soffre. Grazie!
Leonardo e Arianna
Cuzco (Perù), 29 giugno 2025

Una casa accogliente per nonni e malati
Pubblicato a ottobre 20243 | Idp 106100

Si vorrebbe ampliare la Casa San Gerónimo di Cuzco che offre vitto e alloggio gratuito ai campesinos che arrivano dalle zone interne del sud del Perù con le più disparate necessità: ammalati, soprattutto anziani, che non riescono a sostenere le spese di una sanità quasi totalmente a carico dei cittadini.
Arianna e Leonardo, con i loro due figli, missionari nel Paese sudamericano con l’Operazione Mato Grosso, lanciano un appello per adeguare la San Gerónimo alle necessità di tante persone.
«C’è chi arriva facendo dieci ore di viaggio per un’ecografia, chi ha bisogno di essere operato per una frattura, chi si deve fermare per lunghi periodi in attesa di una chemioterapia» raccontano. «Sono persone che non sono mai uscite dai loro villaggi e si trovano, da ammalati, ad affrontare l’impatto con una grande città come Cuzco e con gli ospedali. C’è quindi necessità di accompagnarle nel rapporto con i medici e coprire le spese di degenza e dei medicinali».

I malati che bussano alla porta sono sempre di più e gli spazi di casa San Gerónimo non sono sufficienti.
Bisogna realizzare in particolare un refettorio, ma anche un orto sociale dove gli ospiti validi possano coltivare la terra come facevano nelle loro comunità. Possiamo farci carico degli anziani della sierra come fossero i nostri nonni?