Ad Atakpamé, città situata nell’area centro meridionale del Togo, la prigione civile è sovraffollata. Ospita infatti circa 500 detenuti tra uomini, donne e minori, in una struttura che ne può contare al massimo 150.
Padre Marcel Abotchi ne è il cappellano e si adopera in tutti i modi per i prigionieri di ogni età e religione attraverso la catechesi, l’ascolto e il consiglio per chi ne ha bisogno, l’assistenza a chi si ammala e il reinserimento nella società e nella famiglia, una volta scontata la pena.
Accompagnare i carcerati è un aiuto importante verso chi, molto spesso, è abbandonato anche dai propri familiari, come ci spiega padre Marcel:

«La presenza e la vicinanza mia e dei volontari sono segni di speranza e infondono coraggio per superare le difficoltà di una vita da recluso. Qualcuno ha sete di Dio e, nel tempo, ha voluto conoscere Gesù».

Tutto ciò che si può fare per i detenuti avviene grazie alla Provvidenza della diocesi, di fedeli e di congregazioni religiose, perché i fondi mancano ma i bisogni sono tanti: viveri, vestiti, medicine, cure mediche e, soprattutto, acqua.

«Negli ultimi anni il numero dei detenuti è fortemente aumentato e l’acqua scarseggia.
La sua mancanza rende le condizioni di vita dei prigionieri molto difficili ed è causa di numerose malattie.
Con l’aiuto di Cuore Amico vorrei scavare un pozzo per dare modo di bere e lavarsi a più persone possibile
».

Possiamo andare loro incontro?