Padre Ivan Filep è direttore della Caritas di San Panteleimon in Ucraina, sconvolta dalle conseguenze della guerra.
Chiede aiuto per fronteggiare il freddo invernale che attanaglia profughi, sfollati, anziani e vedove. La situazione della gente in quest’area è molto difficile, perché sempre più immiserita dal perdurare di un conflitto di cui, al momento, non si avverte la fine.
La povertà è diffusa, i servizi pubblici carenti e il costo della vita, cresciuto enormemente, non consente ad anziani e pensionati di nutrirsi e curarsi.

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La Caritas gestisce numerosi servizi di sostegno per andare incontro a chi non ce la fa con i propri mezzi a sostentarsi e a chi ha perso tutto, come i profughi interni in fuga dalle zone occupate dalle forze russe che non hanno più casa, beni, lavoro.
Per questo si assistono le persone dando pasti caldi, distribuendo vestiti, coperte, medicine, generatori di corrente elettrica dove manca.Per padre Ivan l’emergenza più grande è la stagione fredda:

«Grazie anzitutto per la vostra amicizia, per la fraternità che ci avete già dimostrato, grazie per averci dato il ‘pane’ che abbiamo potuto distribuire ai poveri lo scorso anno.
Oggi abbiamo un disperato bisogno di legna per le cucine di beneficenza e anche da distribuire alle famiglie più povere.
Devo acquistare 32 tonnellate di bricchetti di legno, per darne a chi è più esposto ai rigori dell’inverno e non avrebbe altra possibilità di scaldarsi
».

Dalla difficile realtà ucraina ci scrive padre Ivan Filep, direttore della Caritas di San Panteleimon, nella città di Beregovo:
«Dal 24 febbraio 2022 la nostra vita è cambiata radicalmente. Abbiamo affrontato ogni giorno sfide e difficoltà straordinarie ma non l’abbiamo fatto da soli, perché Cuore Amico ci è venuto incontro in più di un’occasione. Abbiamo ancora bisogno e osiamo stendere la mano perché la guerra continua e dobbiamo provvedere alle necessità di tanti bisognosi e sfollati interni in Transcarpazia. »
È una situazione molto difficile e vogliamo essere vicini a queste persone, chiedendo ai nostri benefattori di farsi prossimo per la popolazione ucraina.
Continua padre Ivan: «Per chi non ha da mangiare prepariamo pasti caldi in sei cucine di beneficenza che vanno rifornite; aiutiamo più di cento famiglie che hanno perso il capofamiglia in guerra; distribuiamo legna per cucinare e scaldarsi, essenziale ora che si avvicina il freddo intenso delle nostre zone. Abbiamo tanti anziani soli, allettati, privi di assistenza da parte dei loro cari, sfollati o al fronte. È importante che abbiano almeno accesso ai farmaci di base che, con le loro pensioni, non possono permettersi. Infine dobbiamo essere preparati alle frequenti interruzioni di corrente, acquistando generatori e fari per lavorare, di grande aiuto per le cucine, le scuole, le cliniche. Per fare tutto questo possiamo affidarci esclusivamente alle donazioni». Sosteniamoli!