Burundi: Grazie per i maialini

Il centro di formazione professionale in Burundi insegna un lavoro e promuove l'integrazione delle donne pigmee discriminate in uno dei Paesi più poveri e martoriati dalla guerra civile.

Foto di Gruppo
Le donne e i ragazzi che hanno partecipato al corso

Cari amici e benefattori di Cuore Amico,
qui dal Burundi ci auguriamo che stiate tutti molto bene!
Grazie al vostro sostegno di 5mila euro, il nostro progetto della porcilaia sta dando i primi frutti.
Abbiamo invitato alcune donne e alcuni ragazzi a partecipare a un corso di formazione di due giorni (8 e 9 aprile 2022) sull'allevamento dei suini e la produzione alimentare. Al termine abbiamo distribuito a ognuna di loro i maialini affinché possano avviare il proprio allevamento domestico.
Vi mandiamo alcune immagini delle attività svolte e vi auguriamo la stessa felicità che hanno provato le donne e i ragazzi che hanno partecipato a questo corso. Grazie!
Padre Isaac KARIKURUBU
Caritas diocesana di Muyinga (Burundi)










Pigmei africani in Burundi
I Batwa sono un gruppo sociale da sempre discriminato

Batwa, gli ultimi degli ultimi
Pubblicato a giugno 2021 | Idp 105069

Il nome esatto è Batwa. Noi li conosciamo come Pigmei. La realtà è che sono gli ultimi degli ultimi. In un piccolo Paese come il Burundi che ha vissuto, e non ancora risolto, la lacerante guerra civile tra la maggioranza Hutu e la minoranza Tutsi, la comunità Batwa rappresenta solo l'1% della popolazione ed è riconosciuta dalla Costituzione nazionale come terza realtà etnica.
Si tratta di un gruppo sociale da sempre discriminato che non gode di nessun diritto, anche elementare.
La maggioranza è analfabeta, vive in strutture abitative molto precarie e non ha nemmeno terra da coltivare, in un Paese totalmente dedito all'agricoltura.
Non è casuale che proprio da questo Burundi multietnico arrivi la richiesta di sostenere un progetto della diocesi di Muynga che si chiama Ubumwe Ndangakaranga, Unità nella diversità. L'obiettivo dell'azione della Chiesa, infatti, è lavorare sullo sviluppo economico per sradicare l’autoisolamento sociale dei Batwa insegnando a 60 donne l'allevamento, l'agricoltura e attività artigianali come cucito e lavoro a maglia.
Ciò che sarà prodotto verrà venduto in un punto di vendita nella zona.
Il risultato?
Oltre ad avere dato dignità e lavoro a delle donne della “minoranza più minoritaria” di uno dei Paesi più poveri del mondo, si creerà un laboratorio di inclusione sociale e di conoscenza reciproca, aiutando un popolo a demolire barriere e pregiudizi millenari e a fare della diversità la sua ricchezza.


Progetto completato. Grazie ai benefattori!

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Id progetto: 105069 | Aggiornato il 1 aprile 2022  da P. Ferrari email | modifica | permalink



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